Violenza degenere: pregiudizio anti-omosessuale come violenza di genere
Abstract
Se l'omosessualità getta nel panico il genere, ha senso costruire rassicuranti e inoffensive immagini di "normalità" per la comunità glbtq?
Se il pericolo rappresentato dal queer è il disvelamento delle instabilità che percorrono tutti i soggetti sessuati, allora è bene rassegnarsi all'idea che nessuna identità di genere è al sicuro.
La violenza contro gli omosessuali non è figlia solo dello stigma, dell'imbarazzo, o del disgusto per il diverso, è invece funzionale al mantenimento dell'ordine dicotomico dei generi.
È importante capire che la violenza contro gli omosessuali ha a che fare non solo con la sessualità, ma anche con il genere. L'omofobia è dunque una violenza di genere, perché è alimentata dal tentativo di solidificare la matrice eterosessuale, matrice che a sua volta definisce la dicotomia di genere uomo\donna.
Elisa Arfini
Elisa A.G. Arfini è dottoranda in Modelli, Linguaggi e Tradizioni nella Cultura Occidentale presso l'Università di Ferrara. Si occupa di studi di genere con una particolare attenzione per: costruzione narrativa delle identità; embodiment transgender; intersezioni tra disabilità, teoria queer e teoria crip; politiche della disidentificazione. Ha pubblicato "Scrivere il sesso. Retoriche e narrative della transessualità" (2007, Meltemi). Vive tra Roma e Alessandria. Email: elisa.arfini@gmail.com